SOTTO LE STELLE JAZZ – ESTATE 2014

jazz

Associazione Gratis e Comune di Senigallia presentano:

SOTTO LE STELLE DEL JAZZ – ESTATE 2014

Venerdì 11 luglio 2014 – Via Carducci Senigallia – h.21

AFRONAUTI QUINTET

Afronauti è un viaggio attraverso l’universo della musica Afroamericana. La Band è composta da musicisti che collaborano da tempo in vari progetti musicali e che si sono riuniti per esplorare  attraverso composizioni e ricerche stilistiche la musica Afroamericana. Ogni membro della band ha composto per l’occasione dei brani originali ispirandosi alle radici comuni affini a tutti i componenti del complesso: jazz, blues, afro, brazilian e funk.

Massimo Greco Tromba, Flicorno
Alessandro Meroli  Sax baritono, c melody Sax, Flauto
Stefano De Bonis Pianoforte
Davide Garattoni  Basso elettrico, Contrabbasso
Roberto Rossi  Batteria, Percussioni

Sabato 12 luglio 2014 – Piazza Roma Senigallia – h.21

BELEM TRIO 

Belèm nel Cinquecento tracciava con i suoi moli protési sul Tago la linea di confine fra il terrestre conosciuto e le incognite equoree di un Oceano che, a partire dall’Ulisse dantesco, ha sempre esercitato un irresistibile magnetismo nelle menti più fervide e inquiete. Le suggestioni geografiche hanno trovato casuale (?) aderenza in quelle di natura onomastica nell’incontro di tre giovani interpreti (Diego Brancaccio al pianoforte, Filippo Macchiarelli al basso, Luca Luzi alla batteria), che sono salpati dal topònimo Belèm per approdare all’acronimo Belèm.

Il Belèm Trio pèrmea “Karabash” , suo debutto discografico per la prestigiosa etichetta tedesca Neuklang, di atmosfere chiaroscurali in cui le frequenti incursioni in pagine di rarefatta e morbida melanconia vengono puntualmente sferzate dall’acceso e irriverente dinamismo di un tessuto compositivo ben ancorato al progressive e al modern jazz.

Diego Brancaccio Pianoforte
Filippo Macchiarelli  Basso
Luca Luzi Batteria

Sabato 13 luglio 2014 – Piazza Roma Senigallia – h.21

FABRIZIO BOSSO & LUCIANO BIONDINI FACE TO FACE 

Face to Face, faccia a faccia: il primo lavoro discografico in duo di Fabrizio Bosso e Luciano Biondini si muove tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee. Il poliedrico trombettista piemontese incontra il tocco maturo e misurato del fisarmonicista di Perugia in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un progetto di grande fattura. Un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.

 

Fisarmonicista misurato e dal tocco impeccabile, Biondini è dotato del linguaggio maturo proprio di chi possiede una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna e un revisionismo storico tutto personale. Bosso, trombettista poliedrico e sfaccettato, anche lui giunto a una pregevole intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze e le delicate alchimie di cui è intriso il suo suono. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un disco di grande fattura.

 

Da sempre animati da vicendevole ammirazione, i due musicisti coltivavano da tempo l’idea di un progetto comune, cominciato a delinearsi nel2010 in occasione di un concerto a Bolzano, dov’erano entrambi ospiti della cantante israeliana Noa. Da quell’incontro è nata l’idea di una collaborazione stabile, che ha trovato ispirazione nel vissuto di entrambi musicisti: brani già nel repertorio di Bosso, altri a firma di Biondini, standards e pezzi improvvisati ma sempre con strutture riconoscibili dal punto di vista melodico. La condivisione di un ampio spettro di riferimenti stilistici, dalla tradizione boppistica a quella mediterranea, la naturale inclinazione verso la libera improvvisazione e la profonda adesione alla formula del duo, rendono questo incontro musicale un fertile e coinvolgente momento di scambio.

 

Fabrizio Bosso Tromba
Luciano Biondini  Fisarmonica